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Mirella Borgocroce, ex rocker: Vi presento Rocco, il mio ragazzo fortissimo

Il Duca Bianco ed eterno o l’Illuminato? Il rock di David Bowie o la saggezza di Budda? Non si sa chi l’abbia aiutata di più. Di certo, oggi può stringere suo figlio, vederlo crescere, divertirsi con gli amici e progettare il suo futuro.

Dopo un calvario, durato quasi due anni, Mirella Borgocroce, insegnante di Lettere in una scuola secondaria, ex rockerbuddista, è riuscita a spezzare nodi antichi che la tenevano bloccata dalla sua nascita e che avrebbero imprigionato anche suo figlio. In una catena eterna. Oggi conosce la serenità.

Ne parla in un libro, pubblicato di recente da Sonzogno, intitolato Il ragazzo fortissimo – Cosa mio figlio ed io abbiamo imparato dal cancro –  un diariodi quasi centoquaranta paginein cui racconta la malattia di Rocco, sedici anni, e il loro percorso verso la luce.

“Tutto – ci dice Mirella – comincia quando mio figlio, che all’epoca aveva quattordici anni e amava correre nei boschi, un giorno si fa male ad una gamba. Niente di importante, all’apparenza. Ma il medico decide di approfondire. Impietosa arriva la diagnosi: osteorsarcoma.

La sua vita e quella della sua famiglia – di suo marito e di sua figlia- vengono stravolte. Ma Mirella non si arrende e con suo figlio combatte in modo feroce. Rocco si affida alla scienza, al rigore dei protocolli medici. Lei, alla scrittura, alla preghiera, alla meditazione. E chissà, forse anche alla sua anima rock. Alla fine, la guarigione del ragazzo.

La paura non è scomparsa del tutto, ma Mirella non ne è più prigioniera.

“Per anni –racconta – prima che mio figlio si ammalasse, me la sono portata dietro come un animale fa con la sua coda. E con la paura, i sensi di colpa. Oggi credo di essere guarita. Con la malattia di Rocco ho spezzato la catena del karma e scoperto quello che per anni non riuscivo a vedere: la perfezione della vita, che è eterna ed in quanto tale include in sé l’idea della fine, ma anche della rigenerazione. La malattia di mio figlio è stata un’opportunità per scartare il superficiale e abbracciare il profondo, ma soprattutto un’ occasione per dare nuovo corso agli anni che verranno”.

Mirella, ripercorrendo la tua storia, si legge di una virata insospettabile. Eri tastierista nel gruppo Pale Tv https://www.facebook.com/PaleTVofficial/ , scrivevi musica. Hai inciso dischi che sono diventati oggetto di collezione. Per te David Bowie incarnava la Musica, ma ti sei accostata al Buddismo. Un po’ strano come percorso.

A 27 anni vivevo un periodo difficile, non ero ancora riuscita a elaborare il lutto per la morte di mia madre, avvenuta tre anni prima, e cercavo qualche risposta che mi convincesse più di quello che fino ad allora avevo approfondito. L’incontro con la filosofia buddista – merito di una persona molto cara – mi ha folgorata. Leggendo una dispensa che mi dette, trovai, un giorno, in forma organizzata le mie convinzioni di sempre. Decisi di provare subito la pratica e da allora non ho più smesso. Le catene del karma le ho scoperte solo dopo. Allora mi fu solo detto che avrei potuto conoscere la felicità a partire da quella condizione di sofferenza.

Per il Buddismo, se non spezzi la catena la vita ti propone sempre le stesse situazioni e difficoltà. E tu non riesci ad evolvere spiritualmente. Come ha fatto una rocker ad aderire a questi principi?

Il buddismo non è mai in disaccordo con alcun aspetto della vita quotidiana. Comprende e spiega tutto. Anche da rocker avevo una spiccata propensione a pormi domande esistenziali. Ho cominciato a trovare risposte nella filosofia orientale. Negli ultimi due anni mi sono sempre più convinta che la vera malattia non era il cancro di Rocco, ma un’infermità spirituale che coinvolgeva tutta la mia famiglia. Il mio compito era capire cosa fare di questa malattia, come trasformarla in una opportunità. Ho lavorato su di me, sui miei limiti. Pensa, per anni, mi sono tormentata per cercare di capire la morte. Che arrogante! Oggi, ribaltando il discorso, ho compreso che la vita è molto di più. Come mi disse un saggio, una volta, non si può avere la pretesa di incasellare tutto in un sistema razionale. Bisogna affidarsi alla fede, al cuore, per non farsi schiacciare dalla sofferenza. E gli eventi negativi possono essere utilizzati per diventare felici. Ho capito con grande fatica che era una questione di Karma. E che noi possiamo spezzare questa catena.  

Come?

Il buddismo ci sprona alla libertà. Ci insegna, per esempio, che il senso di colpa è negativo, perché ci tiene attaccati ad un passato che è finito, e che importante è vivere il momento presente per porre cause positive, nuove basi per il futuro. Poi, a proposito di colpe, non bisogna confondere il senso di colpa, che è negativo e ci toglie energie, con l’assunzione di responsabilità della nostra vita, della nostra felicità. Secondo la filosofia buddista siamo noi che scegliamo dove condurre la nostra vita con i nostri pensieri, le nostre azioni, le nostre parole. Il presente è frutto delle azioni passate, commesse in questa o persino in altre vite. Assumersene la responsabilità vuol dire accettare e andare oltre, sempre consapevoli che possiamo scegliere per noi un futuro diverso. Accettare la malattia come qualcosa su cui non abbiamo alcun potere, invece, non ci rende liberi di cambiare il destino.

Dunque, il Buddismo ha aiutato te e Rocco. Tuo figlio, però, non ne è molto convinto.

Io credo che la preghiera, mia e degli altri, abbia aiutato la medicina a funzionare al suo meglio.  Rocco è più scettico. Per quanto la filosofia buddista lo affascini, non ritiene al momento di volersi dedicare assiduamente a una pratica giornaliera. Penso che creda di essere più razionale, fidandosi solo della scienza.

Come sta Rocco?

Ora è ai controlli di follow up. Ha appena iniziato il quinto anno di Itis Chimica e biotecnologie sanitarie. Il suo desiderio più grande è fare un’Università che gli permetta di occuparsi di tematiche ambientali, che poi è anche il mio desiderio. Vorrei dedicasse la sua vita a qualcosa che vada a beneficio dell’umanità.

Alla fine del tuo libro dici che la vita è poesia. E questo forse perché Rocco si è salvato.

La vita è poesia nel momento in cui ne percepiamo la dimensione eterna e riusciamo a vedere tutto da una prospettiva, per così dire, più elevata, come è capitato a me nei mesi delle cure grazie all’intensa meditazione. La malattia, e la sofferenza che mi ha causato, l’ho riconosciuta come un’esperienza già vissuta più volte: è stato così che mi sono resa conto che certe situazioni continuavano a ripresentarsi nella mia vita e anche in quella dei miei familiari. Ho capito che si trattava di un karma che ci teneva legati gli uni agli altri e andava sciolto da qualcuno. Ho deciso di farlo io per salvare, prima di tutti, mio figlio.

Non hai più paura?

La paura non è scomparsa, né scomparirà mai: è pronta a uscire di nuovo di fronte al pericolo. Quello che mi rimane è la convinzione di avere una pratica in grado di farmi affrontare qualsiasi situazione e qualsiasi paura, uscendone rafforzata. Ho pensato molte volte che non ce l’avrei fatta. E’ stata la mia fede a non farmi mollare. Il Budda è dentro di noi, è questa condizione di libertà: bisogna imparare a farlo emergere e a illuminarsi.

Tornerai a comporre?

I Pale Tv – il mio storico gruppo – per il momento sono tornati al silenzio, come era già avvenuto in passato. Io ascolto Bowie e molti altri, adesso. Ma sento più affine la scrittura. Anche il cantante, Alex Fornari, scrive racconti meravigliosi e ora è alle prese con il suo primo romanzo. Ogni fase della vita ha esigenze diverse, per ora va così. Ed è fondamentale vivere bene il presente, che è l’unica cosa certa. L’attimo in cui viviamo qui e ora è l’unico lasso di tempo in cui possiamo agire e dove ci giochiamo tutto. Solo nel presente la forza della nostra determinazione è capace di trasformare all’istante sia il passato, sia il futuro, illuminandoli di nuovi significati. L’eternità è composta da attimi, in ognuno dei quali si condensa tutta l’esistenza. L’adesso è l’unico momento giusto per darsi da fare.

                                                                                      Cinzia Ficco

A chi voglia avvicinarsi al Buddismo, Mirella consiglia due libri: https://www.ibs.it/felicita-in-questo-mondo-viaggio-libro-giuseppe-cloza/e/9788888155197

https://www.ibs.it/budda-nello-specchio-libro-vari/e/9788895403403

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Written by Cinzia Ficco

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