“Non perdete mai la speranza, perché il sole può tornare a splendere. Io l’ho visto, ce l’ho fatta, e non sono nessuno, sono una persona normale.”
A parlare è Jack Sintini, campione di volley, nato a Lugo di Ravenna nel ’79, che ha accettato di raccontare la sua storia a Tipi Tosti.
“Ho scoperto di essere malato il 1 Giugno 2011 – dice – Un Linfoma Non Hodgkin a Grandi Cellule B, quarto stadio, alto grado di malignità, diffuso, con lesioni extra nodali multiple. E’ anche questo un tumore del sistema linfatico. Quando ho cominciato a sentire i primi dolori ero in attività, mancavano due gare alla fine della stagione regolare e giocavo a Forlì. Al momento della diagnosi ero a riposo e aspettavo di ricominciare la preparazione con la nuova squadra polacca con cui avevo appena trovato l’accordo”.
A cosa hai pensato subito?
Credevo di essere morto, finito. Mi si è gelato il sangue e ho pensato che non avrei più rivisto le persone che amavo, che non avrei visto crescere la mia bambina e che tutto ciò per cui avevo sempre lottato non era servito a nulla.
Poi?
Grazie al cielo ho reagito. Con i miei cari mi sono rimboccato le maniche per vedere come provare ad affrontare la situazione. Ho avuto moltissima paura. Ho avuto paura di morire tante, tante volte. Ho avuto paura anche della sofferenza. Dopo i primi quattro, cinque cicli di chemioterapia gli effetti si erano parecchio accumulati. Provavo tanto dolore. Avevo paura di continuare le cure, avevo paura di stare male ancora. La sofferenza fisica si porta dietro quella psicologica. In certi momenti ho pensato anche al suicidio. E’ difficile vedersi ammalati, non avere prospettive, vivere isolati per molti mesi perché le tue difese immunitarie sono troppo basse. In certi momenti ho temuto di non farcela e probabilmente sarebbe andata così, se non mi fossi aggrappato all’idea di perdere Carolina, mia figlia, che all’epoca aveva tre anni e mia moglie Alessia, che ne aveva 28. Mi hanno aiutato in tanti. Il mio papà, la mia mamma, i miei fratelli e i genitori, il fratello di mia moglie, i miei parenti tutti, i miei amici e compagni di pallavolo, il mondo del volley tutto, i medici che mi hanno curato e gli infermieri che mi hanno accudito, mia figlia Carolina con il suo coraggio. Ma la migliore in assoluto è stata mia moglie. Lei mi è stata sempre accanto, in ogni istante, di giorno e di notte, a casa e in ospedale. Lei c’era sempre e mi ha aiutato in tutto. Non so come avrei fatto senza di lei.
Sei stato fermo per tanto tempo?
Per prestazioni agonistiche sono stato fermo dal 4 Aprile 2011 al 30 Settembre 2012. Ma gli allenamenti li ho ripresi l’8 Marzo del 2012.
E come riempivi il tempo?
Quando stavo molto male, passavo il tempo a letto. O sul divano, quando non ero in ospedale. Cercavo di non vomitare e pregavo, quando ne avevo le forze, pregavo moltissimo. Io credo in Dio e credo che la fede mi abbia aiutato moltissimo a non cadere in disperazione nei momenti più difficili.
Ora?
Tutto è finito grazie al cielo. Sto benissimo e sono tornato alla mia vita. Sto anche meglio di prima.
Sei riuscito a dare un senso a quello che ti è successo?
Dalla malattia sono nate delle opportunità. Parlo del libro che ho scritto – Forza e Coraggio (A. Mondadori) – dell’ associazione e delle tante persone malate che sto aiutando con altri ex malati. Noi che ce l’abbiamo fatta e abbiamo avuto una seconda possibilità, una cosa che molti sognano e che troppo spesso non si riesce ad avere, siamo stati fortunati. E non possiamo affatto permetterci di essere le persone che eravamo prima.
Dicevi dell’Associazione.
Sì – l’associazione Giacomo Sintini https://www.facebook.com/pages/Associazione-Giacomo-Sintini/344414825621125?fref=ts è nata per gratitudine e senso del dovere nei confronti di chi sta vivendo la mia esperienza. Raccogliamo fondi per la ricerca contro Leucemie, Linfomi e Mieloma e li consegniamo direttamente al Professore Falini di Perugia, che, oltre ad essere il primario del reparto dove mi sono curato, è anche un ricercatore di fama mondiale. Oltre a questo cerchiamo di essere attivi nel campo dell’assistenza ai malati. Assicuriamo assistenza domiciliare, portiamo regali di Natale ai bambini, acquistiamo macchinari medici da utilizzare nei reparti. Al momento, dopo poco più di due anni, abbiamo raccolto circa 160 mila euro.
Come è cambiata la tua vita?
La mia vita è cambiata in meglio. Sono più attento alle piccole cose che ho, vivo ogni momento con pace e serenità perché so che tutto può cambiare in un attimo. Ma io e la mia famiglia siamo anche un pò più spaventati dalla vita. Siamo più disillusi, purtroppo. La cosa certa, però, è che abbiamo ancora più fiducia in noi. Sappiamo, dopo questa terribile storia, che ciascuno di noi può contare sull’altro. E poi facciamo molto più per gli altri adesso. Non che prima fossimo cattive persone, ma questa esperienza ci ha dato molto coraggio e grinta.
Ti senti tosto?
Sì, mi sento un tipo tosto. Credo di esserlo e di poterlo essere quando è necessario.
Un consiglio a chi sta vivendo con tanta paura la tua esperienza?
Tenete duro. So che al momento sembra impossibile, ma dovete credere che i bei momenti possano tornare. Collaborate con i medici, infermieri e parenti che vi amano. Loro hanno il vostro stesso obiettivo. Disciplina nelle cure e non date alla malattia vantaggi, mai. Un giorno arriverete al traguardo. Avete la forza e il coraggio necessari per superare anche questa prova. Vi abbraccio.
Intanto Jack fa sapere che sono aperte le prevendite dei biglietti per assistere alla “Partita del Jazz per la Solidarietà”, che si terrà a Perugia, allo stadio Renato Curi, giovedì 10 luglio. In quell’occasione si scontreranno la Nazionale Italiana Cantanti e la Nazionale Italiana Jazzisti.
La prevendita è già attiva presso le tre associazioni, cui sarà devoluto l’incasso: l’Associazione Giacomo Sintini, che sostiene la lotta contro il cancro, l’ AULCI, Associazione Umbra per la Lotta alle Cardiopatie Infantili e l’Associazione Avanti Tutta Onlus per l’introduzione della pratica sportiva nei protocolli di terapia contro il cancro. (info associazionegs@gmail.com, info@avantitutta.org, aulci@tiscali.it ) Il costo del biglietto (UNICO) è di 5 euro.
Cinzia Ficco

Commenti
0 commenti