Leggetelo! E’ un inno all’Italia migliore, che si fa notizia. Sto parlando del libro I fiori dell’oleandro, scritto da Nando dalla Chiesa e pubblicato da Melampo.

In duecentoventi pagine cinquantotto storie di donne non famose, sganciate dai circuiti di potere, che regalano al lettore una realtà fatta di impegno, dIgnità e fatica. Obiettivo dell’autore, docente di Sociologia della criminalità organizzata e gestione della comunicazione d’impresa alla Facoltà di Scienze politiche, economiche e sociali dell’Università di Milano, è quello di cercare e far conoscere i cosiddetti fiori dell’oleandro del nostro Paese: donne avvocato, giornalista o architetto, sindaco o miitante dell’antimafia, creatrice di cooperative, studentessa, scienziata, operaia, suora, professoressa, cantante, stagista, che possono farci ancora sperare.
“Il progetto del libro – si legge nell’Introduzione – muove da una metafora Anche un Paese infarcito di codardi e di infingardi , di meschini e di arrivisti , diventa bello e degno di essere vissuto se ha le sue minoranze che pensano e costruiscono, donano e seminano. Lottano contro le ingiutszia o regalano gentIle ed educata convivenza, fanno avanzare la scienza o conferiscono nobilità ale istituzioni”.
Le minoranze, dunque-. E’ su quEste che si concentra il lavoro di Dalla Chiesa. perchè si “le maggioranze – è scritto ancora – possono stabilire i temi di accoglienza di principi e valori. ma a elaborare questi ultimi pagando prezzi anche molto alti, sono correnti minoritarie di pensiero, nei comportamenti civici, come nelle arti , nella politica come nela religione. Le maggioranze hanno certo il diritto di governare , ma la costruzione di orizzonti più avanzati non è – di massimna – affar loro”.
Ma perchè parlare di queste minoranze tenaci e generose, impegnate, seppure con tanti limiti, a costruire un Pase migliore, come di fiori dell’oleandro?
E’ presto detto. “Provate ad avvicinarvi – scrive Dalla Chiesa – ad un oleandro . A scrutarne attentamente le fattezze, fin nelle intimità dei rami. Vi renderete conto con sorpresa che la maggior parte dei suoi fiori è appassita, esausta, quasi intima in un color ruggine. Bruciata si direbbe, Eppure di lontano la pianta forma una stupenda maccha fucsia, tanto che proprio la sua bellezza sfolgorante vi ha attratto. Se anzi le piante sono molte ,quel colore invade il panorama, lo muta, gli dà vita e segno, realizzando contrasti cromatici irresistibili e spargendo nell’aria , se a distanza si fa breve, un profumo inebriante. Ecco. Quel colore meraviglioso , quella bellezza sensuale e avvolgente, sono prodotto di una minoranza dei fiori. E’ una dele più potenti metafore che la natura possa offrirci della realtà sociale. Il mondo viene reso bello da minoranze, purchè, naturalmente, si tratti di minoranze sufficientemente numerose. E belle“.
Il nostro Paese è ricco di esempi belli. Bisogna solo cercarli. Come ha fatto Dalla Chiesa.
C.F.
Commenti
0 commenti