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Francesca Sanzo: 102 chili sull'anima

Come una donna “rettile”, ha fatto la muta. In nove mesi e solo per amore di se stessa ha perso i 40 chili di troppo che aveva accumulato per insicurezza.  Ce l’ha fatta con l’aiuto di una nutrizionista. La decisione e la fatica di cambiare le ha descritte in un libro, pubblicato di recente da Giraldi editore, dal titolo: 102 chili sull’anima, destinato a chi non ha ancora scoperto quella che lei chiama essenzialità della vita.

La tipa tosta è Francesca Sanzo, classe ’73, bolognese, una laurea in lettere moderne, un master in comunicazione e informatica, una passione: il nuoto e il sogno di fare la scrittrice e la giornalista. Ci è andata vicino perché dal 2005 gestisce il blog panzallaria.com in cui racconta aneddoti legati alla sua vita e da cui nel 2009 ha tratto lo spettacolo teatrale La rivincita del calzino spaiato: pensieri di una mamma post moderna. https://www.facebook.com/panzallaria

Nel 2013 Francesca pesava 102 chili, quest’anno è arrivata a pesarne 60. Nel cibo ha affogato per anni il suo grande senso di inadeguatezza. Con il suo corpo gigantesco era convinta che avrebbe schiacciato Dexter, la sua anima nera. Un giorno ha capito che doveva liberarsi del suo “zaino” e fare pace prima con se stessa, poi con chi l’aveva fatta soffrire. Oggi corre e ha ripreso a fare nuoto. Si sente meno in colpa e, soprattutto, è fiera di se stessa. Può persino giocare a volano con sua figlia.

 “Ho sempre temuto – racconta – di non piacere, di non essere abbastanza simpatica, di non fare divertire, di essere troppo sboccata, di non aver organizzato la gita perfetta, di non essere abbastanza di compagnia, di non ascoltare. Una schiavitù infinita. Ho scambiato per generosità atteggiamenti che erano solo frutto della mia insicurezza, non guardavo indietro chi avevo di fronte, non calibravo le mie energie, non chiedevo mai niente in cambio, anche se in realtà stavo chiedendo fiducia assoluta. Ho preso tantissimi abbagli e ho fatto molto male a persone che non se lo meritavano per l’ansia continua di piacere a chi mi sfuggiva. Ci è voluto un lungo percorso, iniziato molto prima della mia dieta, per riuscire a gestire questo meccanismo, ormai automatizzato negli anni.  Ho dovuto imparare a volermi bene e ad accettare che posso anche non piacere. Forse, in qualche modo, ingrassare è stato parte di questo percorso. Sono dovuta arrivare a non amare più il mio corpo, a rendere evidente la mia temutissima imperfezione, manifestarla al mondo come fosse un urlo, per emanciparmi dal mio bisogno totale di approvazione. Ho mangiato per paura, sono dimagrita per amore. Amore di me stessa. Ad un tratto non avevo più bisogno di dimostrare che ero comunque una persona apprezzabile, anche se obesa. Non dovevo più spaventare nessuno. E’ venuto un momento in cui il passato era alle spalle e non bruciava più. Non bruciava più quel sentimento sottile che mi faceva  pensare di non avere fatto abbastanza nei primi mesi di mia figlia. Non bruciava più la casa della mia infanzia, a cui non ho potuto dire addio, non per colpa mia. Non bruciava più quel senso di solitudine profonda che ogni tanto sento e che non ha nulla a che fare con tutte le energie positive che mi girano intorno e nemmeno gli anni dell’adolescenza, passati a sperare di essere sempre altrove da dove ero. Non brucava più l’immagine riflessa nello specchio, quel viso che conteneva altri visi, quello sguardo che mi ricorda altri sguardi che tanto mi hanno fatto soffrire. Il tempo forse, davvero, aggiusta le cose. Un meccanico lento, ma costante. Un meccanico preciso e chirurgico”.

Il tempo e la tua volontà. Ma cos’è che più di tutto ti ha spinta a cambiare?

Da tempo avevo capito che si trattava di una questione mentale. E poi era diventato molto faticoso fare moltissime cose. Questo era l’aspetto peggiore. Avrei voluto giocare a volano con mia figlia e non potevo. Preciso che non mi sentivo brutta o fallita. Dietro le mie forme intravedevo i mie occhi, i miei muscoli, la mia capacità di essere scattante ed energica, ma vedevo anche quella corazza che mi ero costruita e che non era più solo una corazza: ero io. Quella che mi impediva di avere relazioni reali e mi faceva preferire quelle virtuali, per cui potevo rimanere comodamente a casa, in pigiama. Avevo paura di parlare, uscire di casa e stare in casa. Ma ero sarcastica, ironica, intelligente, divertente. E non me ne ero mai accorta. Sempre alla ricerca di affetto, avevo sempre respinto quella fragilità di cui ero piena. Un giorno ho cominciato a essere stufa di arrotolarmi le mutande in vita, pur di non entrare in un negozio di intimo. Non avevo più voglia di sentire il reggiseno cadere. Non avevo più voglia di navigare nella vecchia me. Ho cominciato a vestirmi, provare gusto per le vetrine, lo specchio. La dieta a poco a poco mi ha fatto scoprire la bellezza di farmi fotografare e pubblicare le mie foto. Ora non mi butto più addosso qualcosa, non sfuggo la mia immagine e, anzi, ogni tanto me ne compiaccio. Compro creme o olii per massaggiare il mio corpo. Me ne prendo cura. Lo guardo. Cerco di migliorarlo, attraverso lo sport e il cibo sano e ne esalto i lati migliori con l’abbigliamento. Perché mente e corpo sono legati.

E le tue paure?

La paura, la grande motrice di molte vite c’è, è sempre in agguato, ma sembra molto meno mostruosa. Si può aggirare, superare.

Non temi che l’ossessione per il cibo possa trasferirsi su altro?

Sono certa di essere una persona ossessiva e proprio per questo sono anche certa di avere una certa lucidità che spero mi aiuterà a viaggiare in equilibrio precario. E, comunque, il mio tallone d’achille è salire su un aereo.
 

Per un po’ dopo aver perso parecchi chili ti sei divertita a non farti riconoscere. Era una tua necessità da ragazzina.

Sì, mi sono divertita per un po’ a non farmi riconoscere, ma quello era solo un gioco di superficie. Sono persona molto ironica e ogni tanto amo giocare.

Ti senti tosta?

No, mi sento una tipa che fa. Bisogna fare, non limitarsi a provare.

I tuoi sogni?

Non ho mai pensato a sogni, ma solo a obiettivi. Il prossimo è rafforzare al massimo la mia posizione professionale per guadagnare di più e viaggiare un sacco.

                                                                                                                                                                                                Cinzia Ficco

 

Dal 2014 Francesca è presidente dell’associazione di promozione sociale GIRL GEEK DINNERS BOLOGNA. Progetta strategie di comunicazione sui social network e blog. Si occupa anche di formazione per genitori, insegnanti e adolescenti, perché imparino a usare i media on line. Ha una figlia e un compagno, Stefano

 

 

 

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