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Carlos: Il Venezuela libero. L'Italia ci aiuti!

“Ho 50 anni e sono nato a Caracas. In Italia, benché abbia fatto la spola Caracas-Torino per alcuni anni, sono ormai da quindici anni nel capoluogo piemontese Sono nato e cresciuto in una zona popolare di San Martin di Caracas. Poi mi sono trasferito con la famiglia vicino Plaza Altamira, la piazza della nuova rivoluzione. Il Venezuela non l’ho lasciato mai veramente, ma mio padre, di origine italiana, a un certo punto ha deciso che doveva portare la sua famiglia nel suo Paese di origine: l’Italia, appunto”.

Sono le parole di Carlos Cosmo de la Fuente, italo venezuelano che a Tipi Tosti ha voluto raccontare come si vive oggi nel suo Paese sotto Maduro e lancia all’Italia un appello. 

“Rappresento i Venezuelani e gli Italo-Venezuelani in Italia, in maniera del tutto spirituale. Mi definirei un portavoce, anche grazie al mio mestiere di scrittore e redattore di articoli. Poiché lavoro in un Ufficio Stampa ho avuto anche la possibilità di conoscere alcuni giornalisti sia di carta stampata che televisivi, con i quali ho potuto parlare e far luce sui problemi del Venezuela. Ho portato prove, dati. Ho messo i giornalisti di fronte ad una realtà che non conoscevano perché, come sappiamo, il Regime militare del Venezuela, da ben quindici anni, grazie ai soldi del Chavismo, ha fatto tantissima propaganda politica e, ahimè, ha avuto i suoi frutti anche in Italia.

La mia prima Associazione era proprio  il Sabor Tropical. Ora collaboro con le varie associazioni italiane, molte, utilizzando- passatemi il termine – il mio pubblico, allo scopo di sensibilizzare l’Italia sulla disastrosa e catastrofica situazione in Venezuela che è, a tutti gli effetti, un dramma sociale.

I media italiani tacciono, praticamente tutti. Non si rendono conto che il dramma è come quello ucraino. La gente muore sotto il fuoco della Guardia Nacional e dei Tupamaros  – bande paramilitari teppistiche assoldate dal Governo per intimorire la gente. Parliamo di sevizie, torture, violenze di ogni tipo su giovani studenti che manifestano. Un Paese, il Venezuela, schiacciato dalla delinquenza. Ci sono 25 mila morti l’anno e criminali che non vengono mai puniti perché sono comodi al Governo. La gente ha paura e se ne sta buona in casa.

Non si trovano più da nessuna parte i generi alimentari di prima necessità, tra cui la farina, lo zucchero, l’olio, il latte e nemmeno i farmaci salvavita, niente di niente. In Venezuela non esiste libertà di espressione. Chi scrive, compreso me, lo fa dall’esterno, perché le carceri sono vuote di criminali, ma piene zeppe di prigionieri politici che non hanno commesso nulla. 

Se i media italiani restano tiepidi di fronte a questa carneficina lo fanno da complici o da ignoranti. Ci sono degli accordi commerciali con il Venezuela, basti pensare a quelli con ENI o ALITALIA per capirlo. Ma non si può dimenticare un popolo.  Il popolo, e non il ceto più elevato, come qualche disinformato che nulla sa del Venezuela, vuole insinuare. L’ignoranza è immensa. Non ci si rende nemmeno conto che, non solo la situazione è da suicidio di massa, ma che Maduro non è Chavez. Chavez, pur essendo un dittatore, era intelligente. Sapeva che, affamando il popolo, tenendolo ignorante, e dandogli le briciole, lo avrebbe legato a sé. Con questo si capisce da dove arrivava quel 50% di voti. 

Ora, il numero di ex-chavisti che rifiutano Maduro, è cresciuto moltissimo. Per le strade c’è uno tsunami di persone.  Si tratta di una rivoluzione dei poveri, che per un tozzo di pane fanno code di ore ed ore, mentre la casta di Maduro si alimenta di aragoste.

Maduro è illegittimo, primo perché è stato dimostrato che non è nemmeno venezuelano, ma colombiano. Poi, perché i brogli sono stati sotto gli occhi di tutti. Non ha accettato un vero riconteggio dei consensi con la complicità del CNE (Consejo Nacional Electoral) sotto il controllo del Governo.

Purtroppo tutti abbiamo subito il fascino di Chavez, io ho creduto in lui, nel 1998 ho votato per lui. Nelle aule universitarie lui presentava il suo programma e docenti e dottorandi credevano alle sue parole. Dopo pochi mesi ci siamo resi conto che eravamo caduti dalla padella alla brace. Era una dittatura della peggiore specie, con una maschera che ora è caduta. Il mondo sa, e non deve tacere. 

Il Venezuela si è impoverito, la criminalità è cresciuta, la libertà di stampa è stata praticamente annullata a cominciare dalla chiusura forzata, dalla sera alla mattina, di Radio Caracas Television, emittente storica del Paese, fatta chiudere dal caudillo perché non in linea con la sua dittatura, così come RCTV e alcuni quotidani. L’inflazione è al 57%, ha soffocato aziende e negozi, per questo non c’è più nulla in Venezuela. Questo sarebbe il sistema politico che alcuni esponenti della Politica italiana (disinformati e/o in malafede), vorrebbero per l’Italia? Spero proprio di no! 

Se mi si chiede un confronto Chavez-Bolivar, penso subito a Diavolo e Acqua Santa. Il Chavismo, diciamocelo chiaro, e che lo sappiano tutti, è stato il fallimento del Venezuela. Oggi la nuova primavera sudamericana nasce proprio nel Paese di Bolivar, nuovamente, e spero che molti fratelli latini comincino a liberarsi da dittatori assassini, che si sono impadroniti delle Nazioni.

Non vogliamo appartenere ed essere gestiti da Cuba, il Paese parassita che ci succhia il sangue, con Argentina, Bolivia, Brasile ed altri. I Venezuelani sono alla canna del gas.  Con tanta paura dell’America ci siamo fatti ammazzare da Cuba. Fuori il Castrocomunismo dal Venezuela!

L’Italia può aiutarci. E’ necessario parlare e studiare seriamente questo dramma. Come italo- venezuelani ci ferisce, ci offende, ci amareggia pensare che nei confronti del Venezuela ci sia indifferenza. Eppure un tempo i venezuelani hanno accolto con affetto, calore, gli italiani Il Venezuela ha bisogno anche dell’Italia. Ecco il senso del mio video prodotto gratuitamente dalla Mediacontac, che sta ottenendo un grande successo, perché vero, perché parte dal cuore. AIUTACI ITALIA! https://www.youtube.com/watch?v=_bFVad1O8DQ

Mi sento tostissimo, l’ho dimostrato in Tv e in tutte le occasioni, e tanta determinazione mi esce dal cuore, dall’anima. Per questo sono diventato un po’ il portavoce della rabbia, della disperazione dei Venezuelani in Italia.

Mi sento in questi giorni più venezuelano che mai, come ho difeso l’Italia in varie occasioni, oggi, con tutti i venezuelani, sono chiamato a lottare per il mio Paese. Non bisogna demordere, la libertà è vicina. Il Venezuela è un Paese meraviglioso, le persone sono amabili, intelligenti, ma non si lasciano schiacciare da un comunismo alla cubana.

Gli studenti sono diventati l’orgoglio dei venezuelani e la popolazione è grande, meravigliosa.

Il Messaggio che lancio è:  VENEZUELA LIBRE! QUIEN SE CANSA PIERDE. Non bisogna stancarsi, ma andare avanti. 

Ho ricevuto minacce aperte e minacce velate. In Venezuela non posso tornare, perché ormai segnalato nella dittatura alla Ceausescu di Maduro. Ma ho fiducia”.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            C.F.

Per info https://www.facebook.com/pages/Cosmo-de-La-Fuente-Fan-Club-Roma/58006258382

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