Gli hanno sbattuto la porta in faccia un sacco di volte, ma lui non ha mai mollato. L’hanno fatto sentire piccino piccino, ma è andato avanti. I rifiuti, le umiliazioni non l’hanno scalfito per niente.
Oggi, se il suo romanzo – Ricomincio da te – (Corbaccio) è tra i più venduti e si trova sugli scaffali più in vista di qualsiasi libreria, anche di quelle che in passato l’hanno rifiutato, è solo merito suo. Cioè di Eloy Moreno, nato nel ’76 a Castellón de la Plana, in Spagna, con studi di informatica alle spalle che, mai avrebbe immaginato di diventare un caso editoriale. E, soprattutto, un esempio di self publishing di successo. Perché? Quando non ha trovato un editore, senza perdersi d’animo, Eloy ha deciso di pubblicare il suo manoscritto a sue spese. Quando non ha trovato un distributore, ha deciso di distribuirlo lui. Così, il suo lavoro è diventato un best seller e lui un modello per tanti giovani con il sogno di diventare scrittori, che non osano sfidare editori e librai.
Ma cosa è successo di preciso? Dall’autopubblicazione lo scrittore è passato alle dieci edizioni in pochi mesi. Di libreria in libreria il romanzo ha entusiasmato a poco a poco i lettori e convinto i librai. Grazie all’aiuto di quelli di Barcellona e di poche altre città, Eloy ha venduto tremila copie. Le case editrici hanno cominciato a interessarsi al suo caso.
Intanto Ricomincio da te viene acquistato dalla prestigiosa Espasa che, con i suoi 150 anni di storia alle spalle, pubblica autori come Luis Sepulveda e Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura nel 2010. Il 13 gennaio scorso il libro è uscito per Espasa con una tiratura di 60 mila copie, scala le classifiche della Casa del libro, una delle librerie più importanti di Spagna, viene intanto venduto a Taiwan, in Catalogna e in Italia. Sono aperte trattative per Usa, Francia, Germania, Portogallo, Olanda. E tutto grazie ad una grande volontà. E ad una grande autostima.
Ma scrivere non è mai stato il suo sogno?
Sì, ma non poso dire di aver passato la vita, aspirando a questo. Ne avevo un altro : diventare grande e poi vecchio, sapendo di aver vissuto.
Eppure, tutto è cominciato per caso. So che ha partecipato a concorsi vari, ma dopo aver scritto questo romanzo ha subito sentito la necessità di farlo conoscere. Perché?
Ho scritto parecchi racconti brevi, ma mai un romanzo. Ho scritto il libro e dopo due anni e mezzo di lavoro per la stesura non volevo aspettare ancora. Desideravo lanciarlo sul mercato e vedere cosa succedeva.
“Ricomincio da te” sembra autobiografico. Sia lei, sia il protagonista avete rotto la monotonia della vita e dimostrate che in qualsiasi momento è possibile concedersi delle sorprese. Tutti e due non vivete più intrappolati in una routine che consuma, scappate dalla quotidianità, anche se con un grande sforzo. Attraverso il protagonista, lei ci ricorda che tutti abbiamo la possibilità di decidere cosa volere e cosa fare della nostra vita. E’ un’urgenza. Tutti e due sembrate gridare: “Un’altra possibilità io la voglio. E me la prendo”. E’ così?
Certamente. Direi che il libro non é autobiografico, ma senz’altro si tratta di una storia incentrata sull’idea del cambiamento. Per il protagonista e per me é stato un successo, perché entrambi abbiamo cambiato la nostra vita. Ho pensato che scrivere una storia sul cambiamento avrebbe offerto un aiuto a chi magari ce l’ha in testa da tempo e non osa concretizzarlo.
Veniamo al suo successo: senza un minimo di esperienza ha provveduto alla pubblicazione e alla distribuzione. E’ stato faticoso? Costoso?
Ho dovuto provvedere all’impaginazione, alla ricerca di una tipografia e alla scelta di una copertina. Poi è arrivata la pubblicazione vera e propria e cosa più difficile, la distribuzione in diverse librerie. Passavo tutti i fine settimana in libreria: il venerdì pomeriggio e il sabato. Mi mettevo vicino alla porta e intercettavo le persone che entravano, regalando un segnalibro. Questo mi dava lo spunto per parlare della mia storia e di me. L’ho fatto per otto mesi. In questo é consistito il mio sistema di auto promozione. Tutto fatto in casa. Non volevo assolutamente che il libro sparisse, una volta parcheggiato in libreria e che venisse sotterrato dalle novità, dopo sole due o tre settimane. Tanto lavoro e tanto impegno perché il libro avesse solo un mese di vita in libreria? Mai! Ho cominciato con tirature da trecento copie e quando le avevo vendute tutte, ne ordinavo altre trecento. In otto mesi ho venduto tremila copie.
Come reagivano i librai, vedendola arrivare?
All’inizio, quando spiegavo ai librai quale fosse il mio progetto, non sempre lo capivano. Volevano che organizzassi una presentazione in libreria secondo lo stile classico, ma nessuno mi conosceva. Sarebbero venuti solo amici e parenti. Io, al contrario, volevo stabilire un contatto con tutto il pubblico, quello “vero” che non avrebbe preso il mio libro solo per amicizia o affetto. Alla fine, comunque, tutti ad eccezione di uno, mi hanno detto di sì.
Cosa, in fondo, l’ha spinta a resistere?
L’opinione dei lettori. Mi ha aiutato molto. Ci sono state giornate in cui mi sono chiesto se quello che facevo, servisse o no. Ma i commenti positivi, che trovavo sempre la sera sulle varie reti sociali e siti web di lettura, mi ricaricavano e mi spronavano ad andare avanti.
Chi l’ha aiutata molto in questa avventura?
La mia famiglia mi ha aiutato molto. Mio padre con la logistica, portandomi in macchina con il mio carico di copie nelle varie librerie. Mia madre: portava sempre in borsetta una copia del libro ovunque andasse e alla prima occasione lo esibiva, spiegando che l’avevo scritto io. Invitava tutti ad acquistarlo. Molti amici mi hanno aiutato, comprando molte copie che poi usavano per fare dei regali. Internet e i social network, Facebook in primis, mi hanno aiutato tantissimo. Hanno permesso di diffondere i commenti positivi dei lettori e quel passaparola é stato più veloce di quello che si sarebbe potuto avere con i mezzi tradizionali.
I maggiori ostacoli?
In libreria, quando non mi permettevano di vendere il libro, perché dietro non c’era una casa editrice. Questo atteggiamento mi ha un po’ sconcertato e un deluso, perché ho sempre visto il mestiere del libraio come una missione, un mestiere che si fa con il cuore e non solo per i soldi.
Ha avuto qualche volta dubbi? Paure?
I dubbi ogni giorno su tutto quello che mi circondava. E se non fossi riuscito a vendere nulla? A cosa sarebbero serviti tanti sforzi? Tuttavia, mi dicevo, se avevo dedicato due anni e mezzo anni alla stesura del romanzo, ben potevo dedicare almeno un po’ di tempo alla promozione. Molti scrittori pensano erroneamente, a mio parere, che il loro compito termini con la parola “fine” . Invece, il cammino di un libro inizia proprio quando viene pubblicato.
Quanto ha venduto fino ad oggi? E come ha reagito quando ha saputo che Espasa avrebbe comprato il romanzo?
Sono stati otto mesi di autopromozione di libreria in libreria. In questo periodo ho venduto tremila libri. Poi un giorno, grazie a una serie di opinioni positive sul sito de “La casa del Libro”, il mio romanzo era diventato il secondo libro più raccomandato in Spagna e non aveva un editore. Espasa, la casa editrice proprietaria della catena di librerie “La casa del Libro” si è interessata al romanzo e dopo averlo letto, mi ha chiamato, proponendomi la pubblicazione. In un anno (il libro é uscito il 13 gennaio scorso, ndr) siamo arrivati alla tredicesima edizione per un totale di settantamila copie vendute. È stato tradotto in catalano, italiano e olandese. Taiwan ne ha comprato i diritti.
Il messaggio che vuole dare a chi da anni conserva il suo manoscritto in un cassetto?
Anche il mio, se non avessi intrapreso questa strada, sarebbe finito in un cassetto con poche possibilità di essere letto, o su uno di quegli scaffali invisibili, vittima di un continuo “turnover”.
Parli come se fosse il protagonista del suo libro!
Alcune persone sembrano ristagnare nella loro stessa vita, ma alla fine si accontentano di ciò che hanno.
Quanto si sente tosto da 1 a 10?
Otto.
Cinzia Ficco

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