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Torino: “Aiutaci a dare un taglio”. L’appello dolce che arriva da La Mala Vita

Dopo la Mala…vita, per Natale prossimo dovrebbero arrivare i Noi Duri. E i ragazzi dell’Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti di Torino, coinvolti nel progetto Spes@Labor, che non vogliono farsi trovare impreparati per le festività natalizie, hanno già iniziato a lavorare alla nuova linea di prodotti.

Parliamo di barrette di cioccolato al latte e fondente, che ragazzi divisi tra minori e giovani adulti (maggiorenni che scontano reati commessi quando erano minori), detenuti nel carcere del capoluogo piemontese, imparano a realizzare dietro le sbarre, seguendo i corsi del GRUPPO SPES. Un progetto, che Spes, www.cioccolatospes.it marchio di cioccolato nato a Torino nel

1970, diventato cooperativa sociale, con l’obiettivo di reinserire nel mercato del lavoro persone con fragilità sociali e psico-fisiche, porta avanti da 10 anni.

“Sono al massimo tre ragazzi per volta, volontari – spiega  Rossano Lannutti (Torino, 76), alla guida della cooperativa con circa 60 soci- che il lunedì e il mercoledì , concentrando le otto ore di permessi, concesse ogni settimana, imparano a preparare barrette di cioccolato. E cioccolatini con attenzione alla scadenza degli alimenti”.

La spes ha due laboratori. Uno nel carcere, di circa 200 metri quadrati, con uno scioglitore, una temperatrice ed un frigo per il raffreddamento, dove lavorano ragazzi che devono ancora scontare quasi tutta la pena, per lo più per reati vari. Le barrette prodotte in un giorno sono circa 250.

L’altro, sulla caffettiera-cioccolateria-pasticceria, a Torino nord, dove, invece, lavorano quelli in semilibertà, con ragazzi che presentano altre fragilità. Si tratta di tirocini, finalizzati a contratti di apprendistato. “Ne abbiamo stipulato più di uno – dice Rossano – con un ragazzo, uscito dal carcere”.  

Il cioccolato preparato in carcere finisce nei negozi della cooperativa. “Per ora – aggiunge Rossano – non abbiamo una struttura commerciale robusta per la grande distribuzione organizzata. Ma il nostro sogno è vedere i nostri cioccolatini negli ipermercati. Ci stiamo lavorando. Arrivano ogni tanto contributi da Fondazioni, ma dobbiamo contare sulle nostre forze, in particolare sui nostri punti vendita. Per l’anno prossimo vorremmo attrezzarci per partecipare ad Eurochocolate di Perugia”.

Le tavolette La Mala Vita hanno una confezione particolare. Per arrivare al cioccolato bisogna scartare la tavoletta, seguendo una linea tratteggiata… “Mala” si strappa e resta “Vita”. Il claim, stampato su ogni tavoletta è Aiutaci a darci un taglio!  E’ di Rossano, che, nel frattempo, annuncia l’arrivo di Noi Duri. Solo cioccolato fondente per la nuova linea. Come per tutti i tipi di barrette si prediligerà l’utilizzo di prodotti di altre cooperative sociali.

“Le nocciole arrivano dalla cooperativa Maramao, con l’ausilio di ragazzi richiedenti asilo – ancora Rossano- la menta dalla comunità murialdina di Trento, l’olio servito nella ristorazione e prodotto da FabioLand, ragazzo autistico laziale, che ha realizzato un progetto importante grazie alla propria volontà e lungimiranza . E questo perché le cose belle e preziose spesso sono nascoste nei posti più impensabili, ma noi purtroppo tante volte ci limitiamo al primo …scarto”.

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