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Uno sguardo al cielo stellato. Pillole di astronomia del calabrese Francesco Veltri

Perché osservare il cielo stellato? Cosa è una costellazione e quali significati ci tramanda? Come ci si orienta usando gli astri? Ѐ facile distinguere un pianeta da una stella?

A queste domande dà una risposta Francesco Veltri in un libro, intitolato: Uno sguardo al cielo stellato (Luigi Pellegrini Editore), che è una specie di davanzale da cui ammirare astri e cielo. Non è il solito libro tecnico. Le pagine sono scritte in modo accessibile e rese interessanti da passaggi letterari e mitologici. Pillole di astronomia mescolate a poesie per omaggiare il cielo. Leopardi, Lucrezio, Dante. E tante curiosità. Persino un test finale, con 50 domande a risposta multipla per vedere quanto ce la caviamo in questa materia.

“Ho messo insieme e a disposizione di curiosi conoscenze accumulate nel corso di tanti anni – ci dice Francesco –  risultato di osservazioni a cui ho partecipato o che ho organizzato nelle notti estive in Calabria. E questo perché la scienza deve appartenere a tutti, deve scendere in piazza”.

Nelle prime pagine l’autore ci spiega perché è importante osservare il cielo. Poi viene tracciato un breve viaggio nel cosmo che parte dal sistema solare – in cui ci troviamo – e continua, a grandi linee, verso l’Universo per come oggi lo conosciamo. Nelle pagine finali Francesco dà consigli su come osservare il firmamento. Interessante il modo in cui vengono descritte alcune costellazioni del cielo estivo boreale con le stelle principali.

Francesco Veltri, nasce a Paola(CS), nel 1974. Vive fino alla maturità a Belmonte Calabro in un piccolo e grazioso borgo sulla costa tirrenica cosentina. Da piccolo, in campagna, a stretto contatto con la natura, dove il buio era vero, ha avuto la possibilità di osservare stupendi cieli stellati. Arrivato all’Università (Unical), dove comincia a frequentare il corso di laurea in Fisica, intraprende studi indipendenti su temi di astronomia e comincia a praticare l’osservazione diretta del cielo, in base alle conoscenze acquisite. Comincia a condividere con altre persone la meravigliosa esperienza. Così organizza e conduce serate di osservazione astronomica per il pubblico in Calabria e non solo. La prima proprio nel suo comune, Belmonte Calabro, dove si realizza la prima edizione della manifestazione UNO SGUARDO AL CIELO, giunta alla tredicesima edizione oggi seguita da centinaia di persone. Ha conseguito la laurea in Fisica all’Unical, fatto un Master di II Livello in Servizi di prototipazione e ricerca per le nuove tecnologie e i nuovi materiali. Lavora attualmente nel campo della gestione dell’energia. Continua ad occuparsi di divulgazione scientifica, organizza incontri di osservazione astronomica per il pubblico.

Ecco un estratto.

Solo da pochi secoli abbiamo la certezza che la Terra giri intorno al Sole e non il contrario. Per molto tempo ha retto lo schema geocentrico ipotizzato dai filosofi e astronomi antichi tra i quali, Eudosso di Cnido (Cnido, 408 a.C. – 355 a.C.) che lo proprose, Aristotele (Stagira, 384 a.C. – Calcide, 322 a.C.) e Claudio Tolomeo (Pelusio, 100 d.C. Alessandria d’Egitto, 178 d.C.), da cui prese l’espressione di sistema tolemaico.

Tutto ciò fu confermato da Galileo Galilei (Pisa, 1564 – Arcetri, 1642). Lo scienziato italiano, grazie alle sue osservazioni con un telescopio autocostruito, riuscì a dimostrare la reale esistenza del sistema eliocentrico (il Sole al centro e tutti i pianeti orbitanti attorno ad esso), in linea con le ipotesi dell’astronomo polacco, Niccolò Copernico (Torun, 1473 Fromborn, 1543), già introdotte molto tempo prima dal filosofo greco, Aristarco di Samo (Samo, 310 a.C. – 230 a.C.). Oggi le conoscenze astronomiche mettono in evidenza numeri e fenomeni sorprendenti, a volte impensabili. Ecco alcuni esempi. Apprendiamo notizie riguardo la formazione di grandi vortici atmosferici terrestri che determinano le variazioni meteorologiche. Ma cosa sono questi fenomeni, sia pure straordinari, di fronte a quelli presenti in natura, su altri pianeti? L’esempio più celebre è la Grande Macchia Rossa di Giove. Si tratta di un enorme tempesta anticiclonica, permanente (risulta presente da almeno tre secoli), con un diametro variabile nel tempo, capace, in passato, di contenere fino ad anche tre volte la Terra o, è lo stesso dire, che misurava circa 36.000 chilometri!

ORSA MAGGIORE

L’Orsa Maggiore fa capo alla leggenda della ninfa Callisto, figlia di Licaone, Re della regione greca Arcadia. La ninfa era una bellissima fanciulla votata alla dea Artemide, cui aveva dedicato la sua verginità. Rapita dal fascino della natura, passeggiava a lungo nei boschi, nel corteo che accompagnava la dèa della caccia. Un giorno il grande Zeus, il re degli dèi, vide Callisto mentre riposava tranquilla all’ombra di un maestoso albero. Ammaliato dalla sua bellezza ed essendo a lui nota la ritrosia della fanciulla, ricorse a uno stratagemma per avvicinarla. Grazie ai suoi poteri, assunse le sembianze di Artemide.

Dov’è l’Orsa Maggiore in cielo?

La costellazione dell’Orsa Maggiore è presente sulla volta celeste per tutto l’anno essendo circumpolare. Nonostante l’intera figura non sia sempre semplice da vedere, a causa della sua grande estensione e della bassa luminosità di alcune sue stelle, si può individuare in cielo grazie alla sua porzione principale, un agglomerato fatto di sette stelle: l’asterismo chiamato Grande Carro. Per via della sua forma particolare e per la brillantezza delle sue componenti esso è il vero protagonista della volta celeste boreale. Ne è di fatto il principale riferimento: con alcuni semplici allineamenti, partendo da alcune sue stelle, si raggiungono tante altre costellazioni del nostro emisfero.

Alcune stelle dell’Orsa Maggiore

a. Dubhe

Il suo nome deriva dall’arabo al tharr al dubb al akbar, che significa il dorso della

Grande Orsa.

Appendice B

Test

Test N°1

1) Quanti sono i satelliti di Giove?

a. Oltre 50

b. 20

c. 4 (quelli visti da Galileo)

d. Giove non ha satelliti

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