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Michele Cassetta: “In epoca Covid affidiamoci alla nostra Mente (Latente). Cerchiamo relazioni e viviamo di presente. Ce la faremo!”

“Non permettiamo al Covid19 di annullare la nostra capacità di reazione e forza vitale. Da sempre entriamo in contatto con virus e batteri e da questi incontri usciamo rafforzati e immunizzati. La storia dell’umanità è segnata ciclicamente da questi eventi. Ce l’abbiamo sempre fatta. Rispettando il dolore di chi oggi ha perso un caro o di chi si è ammalato, sono certo che ce la faremo anche stavolta, adottando la prudenza necessaria. Dalla nostra parte abbiamo la corteccia cerebrale, quindi l’intelligenza, la capacità creativa, le relazioni”.
Senza tentare alcuna attività di rimozione della realtà, consapevole dei numeri impietosi del virus, Michele Cassetta, medico chirurgo e giornalista scientifico, cinquantaseienne di Taranto, invita ad un cauto ottimismo.
“Siamo bombardati da notizie negative e questo ci getta nel panico, però abbiamo gli strumenti per reagire. Detta così, sembra pura retorica. Ma mi occupo da anni di neuroscienze e posso dirle che il dolore e i momenti di sofferenza portano a fasi di grande creatività, cambiamenti positivi e reazioni vitali inaspettate. Basta guardare indietro nella storia dell’umanità. Il cervello umano si è programmato nel corso di centinaia di migliaia di anni per sopravvivere e farci sopravvivere ed è sempre in grado di adattarsi a situazioni nuove e imprevedibili. Riesce a dare alla realtà nuove forme. Ma come fa la nave nella tempesta quando riesce a riprendere la sua rotta in mare, bisogna avere speranza e può essere utile aiutarsi, creando legami empatici. La qualità delle relazioni interpersonali influenza la nostra esistenza. Da quindici anni studio gli effetti che produce una sana comunicazione tra medico e paziente. Sa quante persone ho visto stare meglio dopo che hanno capito di non essere sole? La qualità della relazione può condizionare gli stessi processi di guarigione. E’ fondamentale capire che possiamo affidarci e fidarci”.
Su questa alleanza terapeutica, nella quale i cervelli interagiscono, Cassetta ha tenuto corsi all’Università di Bologna. E dopo quindici anni di ricerche su amigdala, ippocampo e corteccia cerebrale, ha deciso di portare in scena uno spettacolo teatrale, ormai in giro per l’Italia da tre anni, dal quale è nato un libro, pubblicato di recente da Minerva e intitolato: La Mente Latente, che tanto assomiglia ad uno stretching neurologico.
“Ogni giorno ci troviamo – ci dice il medico – di fronte a migliaia di futuri possibili. Ci comportiamo in modo automatico, guidati da abitudini, convinzioni e programmi automatici di comportamento. Scegliamo spesso come comportarci nelle varie situazioni della vita attraverso meccanismi di generalizzazione della realtà e in maniera spesso inconsapevole. Se ogni momento dovessimo pensare a cosa fare, rischieremmo di non riuscire a fare più niente. Tante volte abbiamo paura di abbandonare le nostre comfort zone e avventurarci, allungarci, o come direbbero i miei amici jazzisti, improvvisare, cioè, collegare velocemente il pensiero a quell’inafferrabile che chiamerei spirito, come scrive il caro amico Paolo Fresu https://www.youtube.com/watch?v=NpGnvPzQ5aU nella prefazione al mio libro. Imprimiamo nella nostra memoria informazioni utili alla sopravvivenza e la tramandiamo nel corredo genetico di chi viene dopo di noi per permettergli di evitare i pericoli che potrebbero mettere a rischio la vita. Pochi, ahimè, sono quelli istintivamente attratti dai cambiamenti, che accettano i rischi. Potremmo vivere alla velocità con cui camminava la mente di Charlie Parker quando suonava i suoi leggendari assoli, spingerci oltre i nostri consueti spartiti con la disinvoltura di un Jay Jay Johnson o usare poche note ponderate come faceva Miles Davis. Invece, tendiamo ad andare avanti su strade già battute con il pilota automatico. E questo perché le potenzialità della nostra mente ci sono sconosciute. La nostra mente, cioè, l’attività del nostro cervello, è latente e presente, ma non sempre viene percepita a livello consapevole. Eppure tutto viene dal cervello: le scelte, le emozioni, i sogni, il respiro, il battito del cuore, la creatività, la memoria, l’immaginazione, le convinzioni. La nostra materia grigia ha iniziato a svilupparsi qualche milione di anni fa e lo sta ancora facendo. Ci ha mandati sulla luna. I suoi circa cento miliardi di neuroni formano migliaia di miliardi di connessioni che determinano la nostra identità e creano il mondo in cui viviamo. E i neuroni sono come le persone: si cercano, si scelgono e stabiliscono tra loro legami. Più interagiamo, più cresciamo”.

Un cervello si ammala per patologie organiche, secondo Cassetta, ma anche se si impoveriscono le reti neurali, se si perdono interessi, curiosità e non si ha più voglia di sfidarsi. “Siamo convinti – aggiunge – di poter controllare il futuro, ma la nostra vita può cambiare, per un semplice caso, in qualunque momento, fra tre minuti o tre anni, mettendoci davanti a vite che non avremmo mai immaginato di vivere e alle quali ci adatteremo perché il nostro cervello è progettato per
sopravvivere e farci sopravvivere.
Però, ci occupiamo troppo poco del presente che è quello che conta davvero. Perché è il momento della scommessa nel quale si decide quale futuro avremo tra molti possibili che sono ogni giorno davanti a noi. Siamo convinti di poter trovare risposte a domande forse più grandi di noi. Ci chiediamo, ad esempio, come sarà domani. Quanto durerà la vita. Come andrà a finire. Soprattutto, ci chiediamo se c’è vita dopo la vita. Dovremmo domandarci più spesso, invece, se c’è vita durante la vita”.
Molti sono i personaggi raccolti nel libro: da Jaco Pastorius a Henry Dryer, Billie Holiday, Chet Baker, Frida Khalo, Alessandro Cruto, Marie Curie, Dorando Pietri, Roger Bannister, Rosa Parks, Angelo Licheri e Alfredo Rampi, tanto per citarne alcuni.

“Dalle loro esistenze possiamo imparare molto di noi. Per questo dico che ora non dobbiamo arrenderci. Certo, non aiuta il bombardamento di notizie su decessi e contagi, che spesso non rappresentano rendiconti necessari a capire e a metterci in guardia dal virus, ma servono a riempire pagine di giornali e atterriscono chi vive questo momento in solitudine. Ma guardiamo a ciò che ci distingue da tanti esservi viventi: creatività, autoconsapevolezza, fiducia nel futuro e speranza. Ce la faremo”.

Nel suo libro, c’è una parte dedicata all’oblio: per poter ricordare è necessario dimenticare. “Sì – replica – la capacità di dimenticare o rimuovere è il campo che studio da qualche anno. Ho per questo narrato la storia di Henry Molaison, che dall’età di quindici anni sino ai cinquanta vive in un eterno presente, con qualche risvolto positivo”.

Si concentra molto sulle proprietà terapeutiche della musica su patologie non gravi. ” Penso – ancora il medico – di dedicare i miei prossimi lavori proprio sul rapporto musica, mente e cura. In questo libro ho tralasciato personaggi come Miles Davis o John Coltrane, e le loro vite segnate, sì, dalla droga, ma anche da capacità di riscatto grazie alla musica, ed in particolare al jazz. Mi rifarò nel prossimo. Se tutti possiamo provare a dedicarci alla musica, pur non avendo talento? Certo, tutti possono provarci e raggiungere con l’impegno i migliori risultati possibili.”
La scoperta sul cervello che si aspetta in futuro? “Dispositivi – conclude- su cui possa essere trasferita la mente, l’attività dei neuroni di persone geniali come Michelangelo, le cui opere sono il risultato di mani, che però erano sempre guidate da un cervello. Potremmo arrivarci. Venti anni fa non immaginavamo che avremmo organizzato conferenze, avremmo lavorato o saremmo andati a scuola tramite un tablet. Sono ottimista anche per un futuro prossimo. Dobbiamo solo scuotere la rassegnazione!”.

A La Mente Latente www.lamentelatente.it hanno partecipato Antonio Lovato, che collabora con numerosi artisti della scena televisiva e musicale italiana, Gianluca Petrella, trombonista, vincitore per due anni della classifica
redatta dalla rivista statunitense Down Beat per i migliori artisti emergenti nel panorama jazz mondiale e Tommaso Torelli, che ha progettato eventi internazionali come le Olimpiadi di Pechino, Milano Expo, Shangai Expo e nel
2010 ha fondato TTDesign. Le foto del libro del libro sono di Giulia Cassetta.

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  1. Ognuno di noi ha una sua zattera quando il mare è in tempesta, ma non tutti sono consapevoli di quale sia e dove trovarla. Credo che l’approccio suggerito da Michele Cassetta e da La Mente Latente sia proprio questo: lui ci mette nelle condizioni di individuare la nostra zattera, ma sta a noi trovarla!

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