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Riforma della Giustizia: “Berlusconi e Forza Italia i precursori, ma bloccati dai magistrati”. Così Fiammetta Modena, senatrice Forza Italia

“Riforma della Giustizia: Draghi e Cartabia più bravi e coraggiosi di Berlusconi? Non credo si possano fare paragoni. Il commento di Walter Verini sul blitz di Forza Italia? Non ci interessano i giudizi di chi vuole piantare bandierine ideologiche. Il successore ideale di Mattarella? Sarebbe un sogno vedere il nostro Cavaliere”.  

Così Fiammetta Modena (Perugia, ‘65), avvocato, senatrice di Forza Italia, componente delle Commissioni Giustizia e Bilancio, in questa intervista a Tipitosti, rilasciata dopo l’ok della Camera alla riforma del processo penale.

Senatrice, quello della Giustizia è forse il tema che sta più a cuore a Forza Italia. E’ vero, la riforma ce la chiede l’Europa in cambio delle risorse del Recovery Fund, ma si potrebbe dire che il Presidente del Consiglio Draghi e la Ministra Cartabia rispetto a certa magistratura e a certa stampa si stiano dimostrando più bravi e coraggiosi del leader del suo partito? E in ogni caso teme sorprese in Senato?

Il testo della delega al Governo è arrivato ieri in Senato e sarà approvato dopo la pausa estiva. Non penso che si possano fare confronti tra l’attuale Governo e i Governi Berlusconi. Il nostro Presidente ha subito una sistematica aggressione di natura giudiziaria e nel difendere le garanzie dell’imputato è stato, insieme con Forza Italia, un precursore. Inoltre una circoscritta parte della magistratura trovava la propria coesione nella guerra al Presidente. Venuta meno la coesione è collassato anche il sistema giudiziario, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

Il deputato azzurro Pietro Pittalis, prima di annunciare il sì del gruppo alla fiducia sulla riforma della giustizia, ha detto: “Si tratta di un sì convinto a un governo di cui possiamo dirci soddisfatti. Questa riforma supera e azzera le norme introdotte dai governi Conte, soprattutto per quanto riguarda la prescrizione. La riforma Cartabia rappresenta la risposta più eloquente di contrasto al populismo penale, al giustizialismo, allo smantellamento delle garanzie, alla delegittimazione della difesa”. Ma si poteva fare di più?

La riforma Cartabia interpreta molti valori per i quali Forza Italia si è battuta: il processo equo e giusto, la funzione riabilitativa della pena, i tempi ragionevoli. Noi appoggiamo il Governo Draghi perché il Paese si trova in una fase di emergenza e abbiamo il dovere di approvare le riforme non imposte, è bene precisarlo, ma concordate con la Commissione europea.

Il partito di Enrico Letta, – come ha dichiarato Walter Verini, “bocciando la proposta di Forza Italia e delle destre (il tentativo di ridimensionare ulteriormente il reato di abuso d’ufficio, ndr), ha respinto una proposta pericolosa che avrebbe affossato la riforma. E riportato indietro le lancette dell’orologio dello scontro sulla giustizia”. Forza Italia è stata meno collaborativa del Pd?

Le valutazioni dell’onorevole Verini sono dettate dalla esigenza del Pd di accreditarsi come componente affidabile del Governo, ma sono di scarso interesse. A noi interessa il risultato raggiunto: che il Paese aveva necessità di un Governo di coesione nazionale lo abbiamo sempre sostenuto per primi.

Guardando alla riforma, ci si è soffermati spesso sulla prescrizione. Ma secondo lei qual è l’elemento più innovativo?

La parte più importante è quella di cui non parla nessuno: la digitalizzazione e le necessarie modifiche per eliminare i tempi morti. Non dimentichiamo che è necessario ridurre i tempi del 25%. Altro elemento importante, il diritto all’oblio, che è un fatto di giustizia, visto che se una persona viene indagata finisce ovunque e se viene assolta non ne parla nessuno

La riforma tocca, altera, in qualche modo, l’equilibrio tra i tre poteri legislativo, esecutivo e giudiziario?

 No. La nostra Costituzione non lo permette

Lei è relatrice della riforma del processo civile che, chissà perché, sembra non interessare a molti. Invece, è quella che tocca di più i singoli cittadini. Cosa dovrebbe cambiare? E cosa si aspetta dalle forze politiche?

La riforma del processo civile è più tecnica, ma stiamo lavorando da settimane. Anche in questo caso va ridotto l’arretrato e si devono garantire tempi certi. I punti qualificanti sono molti e la digitalizzazione anche in questo caso è fondamentale.

In una battuta, è lunare pensare che i processi in Italia durino tanto  anche  per il nostro livello di litigiosità e per il numero massiccio di avvocati?

La relazione della commissione Luiso ha fatto chiarezza sul punto: il problema dei tempi è la solitudine del magistrato, lasciato solo davanti ad una mole di fascicoli e che inevitabilmente tarda nel processo decisionale. Gli attacchi agli avvocati appartengono all’era Monti, ora sono finiti perché si è individuato il collo di bottiglia.

Prossima è anche la riforma del Csm. Cosa prevede? E secondo lei quale dovrebbe essere il punto cardine?

E’ un cantiere ancora aperto.

Dopo la riforma del processo civile, si dovrà cominciare a preparare la legge di bilancio, seguiranno fisco e concorrenza. Che farà Forza Italia?

Continuerà a battersi per la difesa di chi lavora, di chi fa impresa e di chi si tira su le maniche per rimettere in carreggiata il Paese. Nella difesa dei deboli.

Una curiosità sulle prossime amministrative: le piace Enrico Michetti?

Non sono di Roma, ma sono certa che piacerà ai romani.

Chi vorrebbe al Quirinale? E’ sempre l’antico sogno del Cavaliere?

E’ il nostro sogno, veramente

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Written by Cinzia Ficco

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