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Deborah Broccolini, regina delle salite. Nella vita e sulla sua mini cooper

The queen of the climb, con un nemico sempre in agguato.

Lei è Deborah Broccolini, Debby per gli amici, 51 anni, perugina, di professione fiscalista, con una passione sfrenata per la corsa. A febbraio di tre anni fa, dopo un controllo, fatto per caso, ed un’ecografia, scopre di avere un carcinoma alla tiroide, da operare subito. “Ero sicurissima – ci dice – che ci fosse un errore. Poi ho dovuto fare i conti con la realtà. E la paura di non avere scampo e morire. “.

Ad aprile Debby ha subito l’asportazione totale della tiroide. E con una diagnosi successiva ha scoperto una metastasi dietro lo sterno, che l’ha costretta a sottoporsi a radioiodio. Significava prendere pillole, ma vivere sotto una specie di campana, con accortezze particolari, “perché – spiega – si tratta di una cura radiotattiva. E’ stato tosto rimanere in isolamento per giorni. Ero malata e mi sentivo in colpa. Una bastonata dietro l’altra. In questo percorso mi sono trasformata. Ho preso tanti chili. Non mi riconoscevo più ed evitavo di guardarmi allo specchio. In tanti mi hanno criticata e offesa senza sapere cosa stessi vivendo. Ma ho continuato a lottare per la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuta. Io trascorrevo il tempo in una stanza protetta davanti ad un televisore ed un pc con cui studiavo i tracciati delle gare che ho affrontato, nonostante la malattia”.

Debby non ha mai mollato. Anzi, ha continuato nella sua doppia scalata, quella contro il cancro e quella sui circuiti di montagna. “Mi sono sempre data un obiettivo – ci dice- per andare avanti. Devi cercare di occupare buona parte del tuo tempo in qualcosa che ti faccia stare bene. Non puoi piangerti addosso di continuo. E lo sport ti aiuta a reagire. Dopo tre anni sono ancora viva, ho perso peso, continuo a curarmi e da quest’anno sono diventata campionessa italiana di cronoscalate. Corro in macchina, e sono orgogliosa di quello che ho fatto con fatica sino ad ora”. https://www.youtube.com/watch?v=kPP5DK5pDow&feature=share&fbclid=IwAR1IAFBZxvqqUfZVNRV-TCZch4g74Uu8gHPpYpkdofuW3BepNFmBTADa-9g

Debby ha partecipato al Campionato italiano di velocità della montagna. “Sono arrivata in cima – aggiunge – da lì tutto è più bello. Il mondo lo vedi con altri occhi. Ci sono riuscita”.

La nostra tipa tosta corre con una mini cooper JCW 1600 turbo. “Lo faccio da sola – dice – e la mia è una corsa contro il tempo. In queste gare vince chi è più veloce. E’ una sorta di rally senza navigatore. Devi per questo conoscere bene il tracciato. E quindi osare, schiacciare sull’acceleratore finché puoi. Ci sono percorsi in cui le medie orarie sono di oltre cento chilometri orari. La paura? Ovvio che c’è, ma solo all’inizio. Quando scatta il verde e vuoi vedere la bandiera a scacchi ce la devi mettere tutta. Adrenalina al massimo! Uno sport, questo, maschile, mi dicono in tanti. Sì, perché sono nipote e figlia d’arte. Mio padre, un grande pilota, un esempio importante per me. Ha perso la vita nella gara della Castellana ad Orvieto. Era il 1996 ed io correvo con lui. L’ho visto morire. Ma questo non mi ha mai fermata. Correre mi piace, mi fa sentire viva. E poi mi carica ricevere i complimenti dei miei avversari”. https://www.facebook.com/deborah.broccolini?epa=SEARCH_BOX

Per quest’anno non ci sono altre gare. Debby ha vinto il sesto titolo italiano e il campionato regionale umbro. “Ti assicuro, ancora Debby – una bella soddisfazione per una donna che corre in mezzo a tanti maschietti. La malattia mi spia? Ed io continuo a salire e a correre. Spero che, leggendo la mia storia, tanti nella mia situazione, comprendano che non bisogna vergognarsi di essere malati, rimanere senza capelli, ingrassare. La malattia è un vestito che va portato con dignità e cura. Non deve diventare un ostacolo nella nostra vita. Alzarsi la mattina e vedere la luce non è il dono più prezioso che abbiamo? Bene, ne abbiamo di motivi per non arrenderci!

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Written by Cinzia Ficco

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